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Astensione? 
No, grazie.

Da qualche settimana il dibattito attorno alle elezioni del 13 Aprile si va cristallizzando attorno alle due posizioni di chi ha scelto di votare, e di chi invece ha deciso di astenersi, facendo del rifiuto al voto una bandiera da diffondere e predicare.

Bè, in questi giorni mi sono chiesto: ma non votare serve a qualcosa?
La risposta che mi sono dato è: no. Perchè? Perchè la legge elettorale in vigore in Italia non prevede un quorum per le elezioni amministrative (anche se ho scoperto cercando su internet che negli USA il rifiuto dei candidati è addirittura previsto e legittimato!), quindi il non voto non è niente altro che un rifiuto arido del proprio diritto-dovere di voto, senza conseguenze: se votasse anche una sola persona, quel voto sarebbe valido, e legittimerebbe l'operato di un parlamento.
Magari con un'astensione di massa si potrebbe mandare un messaggio alla classe politica, un segnale di rottura tra il popolo ed i suoi governanti, un conato di disapprovazione ma... siamo sicuri che non cada nel vuoto? Davvero si può credere che un atteggiamento astensionistico, un pizzico nichilista, possa avere un qualche effetto benefico sull'andazzo oggettivamente negativo del nostro paese?

E' assurdo illudersi di trainare verso un futuro migliore un paese, una massa, attraverso le giornate del vaffanculo e lo strappo senza "sè" e senza "ma" con la classe politica trincerandosi dietro la solita, stanca espressione del "piove, governo ladro" o "tutti i politici rubano" e roba del genere. I problemi ci sono, è inutile negarlo, il marcio della classe politica italiana è un male presente praticamente dalla nascita del Regno d'Italia.
Però, diavolo, finiamola di sigillarci nel bozzolo dell'individualismo, dell'autocommiserazione, dello "scetticismo disimpegnato" di chi non vuole nemmeno provare a mettersi in gioco, indica col dito il "male", il "negativo" e si limita a quello; basta con l'apoteosi orgogliosa del qualunquismo, delle soluzioni a portata di mano delle utopie irrealizzabili delle rivoluzioni e dei radicalismi, retaggi di un idealismo troppo poco realista.

Biosogna prendere atto che l'unico mezzo che abbiamo per cambiare le cose è scegliere chi portare in parlamento; questa è la nostra democrazia rappresentativa (d'accordo, la legge elettorale che c'è fa schifo. Ma solo un altro esecutivo la può cambiare, nel frattempo non c'è molto altro da fare, basta con le lagne: lasciano il tempo che trovano). Di solito chi non vota lo fa perchè "non si riconosce" in nessun partito, in nessun simbolo, in nessun candidato, in nessun programma elettorale - ma davvero è possibile che tra 177 simboli presentati non ce ne sia nessuno che meriti un nostro voto? Possibile che siano tutti uguali? Mah

Mi dispiace anche contraddire l'opinione diffusa di non votare i partitini; perchè mai li si dovrebbe evitare? Per reggere il gioco manicheistico dei due grandi, Berlusconi e Veltroni?
Tutti i voti sono utili, specie se chi va a votare lo fa conscio di scegliere una lista che possa portare all'attenzione dello stato italiano temi, proposte ed iniziative che più sente vicine.
E se i partitini concorrono alle elezioni solo per ottenere l'1% ed i rimborsi elettorali conseguenti, buon pro li faccia; chi non ha denaro personale da investire in politica, nè interessi forti che ne finanzino le iniziative, difficilmente potrà vedere garantita la propria attività in democrazia senza questo denaro (poi sul fatto che mettere da parte 425 milioni di euro di rimborsi ai partiti quando il preventivo di spesa è di 80 milioni, si può anche discutere. Ma qui siamo davanti ad uno spreco bello e buono...).

Che altro dire? Spero, buon voto!

Giovanni

PS: una piccola nota per la quale non voglio spendere molte parole: parlando di astensione è inevitabile citare la fantomatica "antipolitica" (altro termine da prendere con le pinze, inventato da giornalisti rapaci ed abusato dai politici stessi), spesso difatti discutendo con chi si rifiuta di andare a votare ci si ritrova a discutere delle tristi esternazioni del cialtrone genovese; ora, evito di scendere in lungaggini a proposito del grilletto parlante, ma ci tenevo ad inserire lo stesso queste righe nel post per linkare la mia personale (spero interessante) raccolta di articoli a questo proposito sul mio account del.icio.us - magari potrebbero sembrare troppo schierati, ma a mio parere danno una discreta panoramica del personaggio Grillo.

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